Pericoli dell'autoterapia
I farmaci che inducono o aiutano a mantenere il sonno, detti “ipnotici”, devono essere usati con molta cautela e sempre sotto controllo medico, perché non sono privi di effetti collaterali e di controindicazioni.
Molto spesso, soprattutto per le insonnie transitorie, si tende a chiedere consiglio ad un amico o ad un familiare che ha sofferto dello stesso problema, invece di rivolgersi ad un medico, e si inizia ad assumere il farmaco che quella persona usa o ha usato con successo. Questo è un comportamento sbagliato e superficiale, perché i farmaci ipnotici hanno diverse indicazioni a seconda del tipo di insonnia, devono essere prescritti dal medico dopo l’analisi dei dati soggettivi di chi li deve assumere e, in definitiva, si possono rivelare inefficaci o in grado di peggiorare la situazione.
L’angoscia di non riuscire a riposare in modo soddisfacente spinge molti ad aumentare le dosi del medicinale prescritto dal medico, magari con la speranza di “dormire di più”, o “dormire meglio”; anche questo è un grave errore, perché il sovradosaggio di un medicinale può produrre gravi scompensi ed effetti collaterali, pericolosi per la salute e in grado di influenzare sia il sonno che la veglia, alterando la concentrazione, l’umore e la qualità della vita.
Per molte persone, poi, il medicinale ipnotico rappresenta una sicurezza a cui non potrebbero mai rinunciare: in casi come questi è possibile che si instaurino malsani meccanismi di dipendenza psicologica dalla “pillola”, tanto da maturare la convinzione di non riuscire più a dormire senza.
In altri casi l’insonne assume il farmaco senza seguire le indicazioni del medico: questo comportamento è altrettanto inefficace o dannoso, perché il farmaco può essere impiegato in condizioni non previste da chi lo ha prodotto e da chi lo ha prescritto.