Le conseguenze dell'insonnia
L’insonnia comporta gravi conseguenze, sia a livello personale per chi ne soffre, sia per tutta la società, che ne subisce le ripercussioni per i costi assistenziali e per la mancata produttività.
Dal punto di vista scientifico sono chiari da tempo gli effetti biologici della privazione di sonno: dopo già due notti senza sonno la persona presenta una marcata sonnolenza diurna, irritabilità ed umore depresso; dalla terza notte in poi insorgono allucinazioni, irritazioni degli occhi e delle palpebre, possibili tremori, sbalzi d’umore e stati di coscienza alterata.
A lungo termine, poi, le conseguenze del cattivo riposo sono svariate. Ad esempio:
I pazienti depressi con insonnia non trattata hanno una probabilità 40 volte superiore di ricaduta rispetto ai pazienti non insonni
Poiché durante il sonno si registra un graduale abbassamento e poi una risalita della pressione arteriosa, chi è insonne o soffre di frequenti risvegli ha degli sbalzi di pressione anormali, che aumentano il rischio di patologie cardiovascolari e possono condurre all’ipertensione arteriosa
La carenza di sonno influisce sul metabolismo dei carboidrati e sulle funzioni dell’apparato endocrino, portando ad un invecchiamento precoce ed una riduzione delle difese immunitarie.
L’insonnia, poi, si configura come una vera “malattia sociale”, dato che ha ripercussioni sia sulle spese dirette (rispetto ai buoni dormitori i pazienti insonni si ammalano più spesso, sono costretti a rivolgersi più frequentemente al medico curante, ed usufruiscono maggiormente delle risorse sanitarie), sia sulle spese indirette (chi soffre d’insonnia è 10 volte più assenteista al lavoro di chi riposa bene, ha una efficienza lavorativa inferiore ed è maggiormente esposto al rischio di incidenti stradali: si calcola infatti che il colpo di sonno e la sonnolenza siano la causa di 180.000 incidenti gravi, di 8.500 morti e 240.000 feriti, per costi sociali di circa 40.000 miliardi di lire all’anno - Fonte Istat/ACI).