Uomini, donne e insonnia
Alle persone si richiede efficienza, disponibilità e massima attenzione quasi 24 ore su 24, sia nell’ambiente familiare che nell’ambito lavorativo, e questa esigenza si ripercuote sul tempo del sonno, riducendo la quantità e la qualità del tempo a disposizione per il riposo.
Recenti studi hanno dimostrato come siano le donne, più degli uomini, a soffrire di disturbi del sonno; un riscontro facilmente spiegabile se si pensa alla condizione della donna nella società occidentale. In molti casi, infatti, “lei” è una lavoratrice, una moglie e una mamma, impegnata nel dividere il proprio tempo tra queste tre occupazioni, che richiedono un forte impegno e tanta energia. Le aspettative della società condizionano la donna, che si sente obbligata, per rispondere ad un ideale irraggiungibile, ad essere sempre perfetta in tutto: impeccabile al lavoro, moglie affettuosa e passionale, mamma attenta e premurosa. Sentire di non riuscire a dare sempre il meglio in ogni cosa comporta per lei delle frustrazioni che, alla lunga, possono essere causa di molte patologie e anche di disturbi del sonno.
La maggiore emotività ed apprensione verso le difficoltà che in genere caratterizzano la sensibilità femminile possono influenzare fortemente i delicati ritmi del sonno: un esame, un problema in famiglia, un lavoro da terminare o tanti altri problemi presentatisi insieme possono diventare pensieri ricorrenti e, all’apparenza, irrisolvibili, tali da impedire un sonno ristoratore, da ritardare l’addormentamento o da anticipare il risveglio mattutino, causando sonnolenza diurna, umore triste e depresso e disturbi della memoria e della concentrazione.