L'insonnia è una malattia?
La storia è piena di artisti, generali, statisti e scienziati che riposavano solo poche ore per notte, e questo fattore non ha influito minimamente sulle loro capacità, sulle loro scoperte o sulle loro azioni.
Dormire male o dormire meno di quanto è necessario può rappresentare invece una malattia, o comunque una severa limitazione.
La maggior parte delle persone può rimanere sveglia per 24 ore di seguito senza avvertire particolari problemi, tranne una forte sonnolenza. Oltre questo limite, e fino alle 90 ore di veglia, invece, i disturbi fisici e di percezione diventano progressivamente più gravi. Il bisogno di sonno dell’organismo è, in genere, proporzionato alle ore di veglia che lo stesso ha dovuto affrontare.
Dormire poche ore, di per sé, non è un problema: ciascuno dorme in base alle sue necessità, che possono essere influenzate dall’età, dalla stagione o da condizioni ambientali. Ma se una persona riesce a dormire solo per un numero di ore minore rispetto a quello che sente come necessario, allora con il tempo accumulerà un “debito di sonno” sempre più ingente, in grado di influenzare la sua attività quotidiana, il suo umore e, più in generale, la qualità della sua vita.
L’insonnia, con tutte le conseguenze che comporta (sonnolenza diurna, riduzione delle proprie capacità, del livello di concentrazione e dell’attenzione), è molto spesso il fattore scatenante di un gran numero di incidenti stradali o sul lavoro, con tutte le ripercussioni personali e sociali che queste sciagure comportano.